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16/04/2005

Messaggio ai Cittadini

Programma del Primo Governo Bonsignore


Governare vuol dire gestire la cosa pubblica nell’interesse e per il benessere della collettività L’interesse, che ha beneficiato per secoli dell’attenzione pressoché esclusiva di ogni Stato, è arrivato al punto di saturazione: quantità ulteriori di beni materiali, nelle statistiche di tutti i Paesi economicamente sviluppati, non portano ad un aumento della felicità della vita. Al contrario, aumentano la depressione, il senso di solitudine, l’insicurezza, la paura dell’emarginazione, la tendenza al suicidio.
La consapevolezza che le risorse naturali non sono infinite aumenta la preoccupazione per il futuro e ci spinge ad accumulare ancora più ricchezza per mettere al sicuro il domani dei nostri figli, ma così facendo si aumenta lo sfruttamento e lo spreco delle risorse attuali, del nostro capitale naturale non sostituibile e tutt’altro che sostenibile.

Nella mia visione di governo colloco quindi al centro dell’attenzione e del programma il bene-essere dei cittadini, prendendo atto che le fonti di soddisfazione personale associate alle attività “confortevoli” non sono capaci di soddisfare le aspettative di felicità dei cittadini.
Queste attività devono essere integrate, se non sostituite, dalle attività stimolanti, creative, che non hanno alla base alcun bisogno specifico da soddisfare ma richiedono una partecipazione attiva: immaginazione, tempo, conoscenza (*). Mentre il piacere che deriva dal consumo e dal comfort provoca sazietà quello “creativo” è la fonte della vera ricchezza, inesauribile ed anzi crescente, perché rovescia la legge della domanda e dell’offerta. Insomma è il vero “piacere” della vita, che i beni materiali hanno dimostrato di non essere in grado di dare.
*Scitovsky



Sulla base di queste evidenze, il mio primo Governo prevede questo programma:

1) accettare inevitabilità di cambiare il criterio e il senso di sviluppo, da una ricerca continua di disponibilità crescente di beni materiali alla ricerca prioritaria dei beni relazionali, dal consumo di “comfort” che porta alla sazietà al consumo “creativo” non saturabile e per contro sostenibile
2) la conseguente logica riduzione del tempo da dedicare al lavoro per accumulare maggiori beni, portando la settimana lavorativa da cinque a quattro giorni. Il quinto giorno dovrà essere dedicato alla creazione di beni relazionali: genitori, figli, parenti, nonni, amici, alla ricerca e alla pratica di attività creative e culturali, tenendo conto del fatto che il “tempo di consumo” di questo tipo di beni è superiore a quello dei beni materiali. La qualità della vita richiede più tempo per la godibilità riduzione del tempo di lavoro della settimana comporterà una riduzione, anche se non proporzionale, dello stipendio. Il minore introito sarà compensato non solo emozionalmente ma anche economicamente grazie a:
- minore spesa per i beni materiali in virtù dell’auto-limitazione della domanda
- calmieramento del prezzo dei beni di consumo per la riduzione della domanda e l’aumento dell’offerta
- ottimizzazione dei costi grazie al maggior tempo disponibile per la ricerca del rapporto ottimale qualità delle sindromi depressive, noia, solitudine, abbandono, frustrazione da inadeguatezza e inutilità e conseguenti minori costi individuali e sociali di cura, ricoveri, interventi medici e consumo di medicinali
- aumento degli interventi di solidarietà domestica –cura dei figli, degli anziani e anche dei malati non ricoverati- e di solidarietà sociale –volontariato, attività nonprofit, associazionismo-
- recupero di rilevanti risorse finanziarie che consentono allo Stato di migliorare i servizi sociali di assistenza, welfare, trasporti e apprendimento (non scolastico)
- liberazione di una notevole quantità di posti di lavoro, grazie alla riduzione di una giornata di lavoro settimanale, che consente di assorbire in parte risorse senza occupazione e in parte manager non ancora in età pensionabile precocemente privati del lavoro. Il recupero di risorse umani dotate di capacità comprovata e di esperienza sarà incentivato dallo sgravio degli oneri contributivi a carico del datore di lavoro, e questo creerà un circolo virtuoso con un miglioramento della capacità competitiva del sistema imprenditoriale e una parallela riduzione dei costi di assistenza sanitaria e sociale grazie al recupero alla vita produttiva di un numero rilevante di cittadini

Questo programma mi permette di proporre un nuovo Governo del bene-essere in grado di fare e mantenere la promessa di felicità a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, età religione e classe sociale.
Il programma devrà essere sottoposto a referendum approvativo e diventerà legge dello Stato con l’ottenimento della maggioranza dei voti dei cittadini italiani.

Bruno Bonsignore
Pasqua 2005