12/12/2003
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Una "diretta" extrasatellitare ma per pochi ...
L'Inglese non va più c'è il Terzo Occhio
1 ottobre 2003
Francesco Varanini suggerisce nel suo articolo L'Imperfezione dei Linguaggi, a proposito della difficoltà di comunicare correttamente partendo da lingue differenti, che forse le perifrasi non vanno considerate un fastidio, ma una necessità Forse lì dove si deve ricorrere a perifrasi, si annida il senso più profondo, e proprio per questo diventano sempre più importanti le metafore e la ridondanza.
Lettera di Bruno a Francesco
Penso che per comunicare "in diretta" ci sia un sistema migliore di una possibile lingua veicolare (l'Inglese? l'Esperanto? o l'aymara degli indios andini?. Utilizzare un "media" antichissimo, il Terzo Occhio, la visione e la trasmissione affidata al pensiero, capace di trascendere qualsiasi lingua.
Se infatti il problema è una lingua-di-trasmissione, una lingua veicolare, o meglio ancora direi una lingua-di-scambio, come dice giustamente Varanini nell'articolo occorre prima che tutti apprendano quella lingua, ma non si tratta di apprendere, si tratta di possederla come lingua madre. Dovremmo avere tutti in casa fin da neonati una specie di insegnante multimediale che ci fa apprendere, in parallelo con la nostra lingua originale, l'equivalente nella Lingua-di-Scambio, proprio come nelle famiglie con genitori di due lingue diverse in cui i figli apprendono e parlano indifferentemente i due o anche più idiomi dei genitori.
Ma un sistema simile, che oramai con la Rete sarebbe accessibile forse a un terzo della popolazione mondiale, potrebbe facilmente diventare il Grande Vecchio che insegna -traduce- a modo suo, e difficilmente controllabile...
Col Terzo Occhio invece non si corrono rischi: lo abbiamo tutti, la ghiandola pineale infatti è una dotazione naturale di ogni essere umano, solo che abbiamo lasciato che cadesse in catalessi e solo pochi privilegiati ne fanno uso; tuttavia ci sono delle tecniche per risvegliare la ghiandola e portarla gradualmente in condizioni di utilizzo. Si', parliamo di qualche generazione, ma un problema simile non si può affrontare in termini di "piaciuto-comprato" come qualsiasi aggeggio elettronico. E trovo che sia una circostanza fortunata il fatto che per cose importanti il tempo sia tuttora una condizione non solo necessaria ma imprescindibile, così che torniamo ad abituarci a una dimensione temporale che va scomparendo, col risultato di rendere l'uomo uno schizofrenico superficiale, incapace di soffermarsi su alcun valore. Come dice Morin, il male è la superficialita'!
Ciao,
Bruno
Risposta di Francesco Varanini
La lingua veicolare in realtà c'è, è l'inglese. Seconda lingua per tutti. Forse era così il latino. Non si è affermato l'esperanto, non si è affermata nessuna lingua artificiale.
Il problema della traduzione automatica è tecnico, invece di interfacciare tutte le lingue con tutte le lingue, si interfacciano tutte le lingue con una lingua sola, molto formalizzata.
Il terzo occhio è vero, questo delle capacità 'psi', paranormali, è un tema che non a caso si dice sia al centro degli interessi dei Servizi segreti, ed è il tema di moltissimi romanzi di Science Fiction.
Anche qui in realtà si dice che aborigeni australiani...
Saluti
Francesco
brunob@doppiabi.com
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