08/06/2003
Risposta di Giulietto Chiesa
Possiamo concludere questa corrispondenza.
Io resto di opinione molto diversa dalla sua su quasi tutti i punti. Non ho
risposto a tutte le sue domande, specie a quelle dove la risposta avrebbe
richiesto più tempo di quanto io disponga per questo genere di svaghi.
Ribadisco che le sue posizioni non mi sembra abbiano a che fare con il
pacifismo. Ma lei ha diritto di iscriversi a ogni movimento pacifista che
ritenga opportuno. In ogni caso non sarà il mio.
Bush e Blair hanno mentito. Non può essere". Io mi sono limitato a
ironizzare sul fatto che avrebbero potuto creare le prove. Certe volte cerco
di divertirmi. Io non ho titolo per processare nessuno, ma cerco di non
farmi prendere per i fondelli.
Mi auguro che Bush riesca nel suo tentativo. Ma sono convinto che, sulla
base della road map, non ci sarà alcuna pace. Vedremo. Tutto dipende dai
patti (che né io né lei conosciamo) tra la lobby ebraica negli Stati Uniti e
il gruppo di Bush e Cheney.
I pacifisti del 1939 stanno ai pacifisti di oggi come Stalin sta a Bush.
Queste analogie non conducono da nessuna parte. Servono solo a fare
propaganda.
Per quanto concerne le accuse a chi non la pensa come me vorrei ricordarle
che non io ho inviato a lei una lettera, ma viceversa. In cui ella mi
attribuiva cose che non ho scritto e non penso. Io ho solo scritto degli
articoli che lei non condivide. E rispetto che lei non li condivida. Ma se
lei mi scrive e vuole un confronto, allora io ho diritto di dire quello che
penso su quanto lei ha scritto.
La storia delle democrazie imperfette la conosco. E conosco anche il vecchio
trucco di formulare delle false alternative. La mia polemica non ha nulla a
che vedere con la caricatura che lei continua a tracciare. E cioè che si
dovrebbe scegliere tra la "jattura" di Bush e il regime di Saddam Hussein.
Io aborro i regimi, ma non ho intenzione di applaudire alle jatture. Che,
per altro, non ho scelto io. E lei neppure. Ma se le piace se la tenga.
Quando le verrà il voltastomaco mi scriva una mail. Come diceva benissimo
Henzensberger, "ai tempi del fascismo non sapevamo di vivere ai tempi del
fascismo".
Io respingo l'accusa di antiamericano con gli stessi argomenti di cui sopra.
Trovo semplicemente ridicolo il termine.
Accetto quello di antifascista, e ne sono orgoglioso come lei lo è di essere
anticomunista, presumo. Ma sono cose diverse.
Un brindisi al ritiro israeliano dai territori occupati lo farei con
chiunque, di buon grado. Quindi anche con lei. Sfortunatamente mi aspetto
un'altra guerra nella regione, a scadenza piuttosto ravvicinata. Per cui la
bottiglia, per ora, la tengo in fresco e penso che sia molto, molto
prematuro tirarla fuori. Lei ha una grande fiducia in uno come Bush, io non
ne ho nessuna.
Ma spero che abbia ragione lei.
Distinti saluti
Giulietto Chiesa
brunob@doppiabi.com
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