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05/05/2003

Lettera aperta a Giulietto Chiesa di La Stampa

Non condivido, ma vorrei capire ...


Egregio Signor Chiesa,
leggo con attenzione il suo Diario Pacifista sulla Stampa di oggi 14 aprile, e la ascolto nei suoi interventi in TV.
Non condivido la sua posizione ma il suo punto di vista è benefico per la costruzione, e spero per l'evoluzione, del mio modo di vedere gli accadimenti.
In questo spirito, trovo che la sua posizione antiamericana e i suoi giudizi tranchant siano eccessivi.

Non mi risulta vi siano degli Stati, ne' Uniti ne' disuniti come la sedicente Europa, che nel perseguimento dei propri interessi siano -o possano essere definiti- "morali".
E' chiaro che gli Stati Uniti, nell'ambito del rischio comportamentale ed economico che si sono assunti insieme con la Gran Bretagna, facciano anche i propri interessi. Ed è lampante che i francesi e i tedeschi, così come i più
defilati russi e italiani, siano ben pronti a fare i loro, pur non essendo intervenuti. Le chiedo quindi se lei ritiene che i "non interventisti" abbiano per questa semplice autoaffermazione più diritto degli altri a perseguire il proprio business in Irak, come ovunque.
Le pressioni su Siria e Iran, nel caso in cui appoggiassero il regime caduto, rispondono alla stessa logica politica e militare che ha portato all'intervento.
Mi sembra che le tanto celebrate Nazioni Unite dell'epoca (1939) avrebbero
dovuto intervenire per proteggere la Polonia. Evidentemente anche allora
i pacifisti non erano d'accordo, pero’ non hanno impedito la Seconda Guerra con 50 milioni di morti. Forse un intervento tempestivo in Polonia avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi, chissa'. Ma alla fine il Nazismo è stato spazzato via, e purtroppo non per merito dei pacifisti.
Voi pacifisti -sono imbarazzato, anch'io mi considero tale eppure vedo le cose in modo diverso dal suo- temete di finire i vostri giorni come sudditi di un novello
Imperatore? Se dovesse andare cosi', signor Chiesa, dal momento che l'Europa non è abbastanza forte e unita e con una sua visione originale e autonoma per contrapporre un pensiero, una politica e un potere alternativo, dovremo
accettare l'Imperatore americano. Che comunque, seppure con qualche spinta dallo Stato della Florida, è stato eletto da gente libera di andare a votare potendo scegliere.
Non l'ideale, mi dirà giustamente, ma meglio del partito unico di origine nazista di Saddam, non crede? O forse no?
In fondo, guardando in casa nostra, nella mia città natale dove ha sede il giornale per il quale lei scrive, anche il senatore Giovanni Agnelli, recentemente defunto, era comunemente definito l'Imperatore di Torino. Una città che
ha i suoi problemi, certo, ma che non se l'e' passata peggio di altre, dove i torinesi hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini.
Io non inneggio agli eroi americani ma credo che l'intenzione degli imperialisti americani non sia quella di realizzare un dominion mondiale (per cosa poi? la
globalizzazione esiste gia', ed è alimentata da tutti gli Stati e da tutti i consumatori, pacifisti e non pacifisti).
E si', mi compiaccio del fatto che siano stati liberati alcuni marine progionieri, salvi e abbastanza sani; così come saranno consegnati all'Irak i suoi prigionieri, certamente più sani di prima e prevedibilmente più salvi di prima.
E poi Sharon annuncia d'essere pronto a restituire i territori occupati. Bella forza, dirà lei, deve farlo da anni; ma anche questo non è un buon risultato signor Chiesa? Forse consentirà di compensare i morti inermi di questa conquista angloamericana con altri non-morti inermi per terrorismo o regimi dittatoriali. O lei ritiene di poterlo escludere?
Le chiedo quante guerre, quante vite “voi pacifisti” –purtroppo io non condividendo il suo punto di vista non posso affermare d’esserlo- potete risparmiare al mondo con un vostro progetto alternativo e realizzabile, fermo restando il vostro fiero proclama “no alla guerra in qualsiasi caso”.
La ringrazio e la saluto con simpatia, nel piacere di confrontarmi e pronto a capire.

Bruno Bonsignore





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