Ho visto Lady Gaga: il messaggio è il media

Lady Gaga live: il messaggio è il media

 I quattro ragazzotti che hanno l’incombenza di tirare le ventuno per l’inizio dell’evento hanno scelto di farlo col rumore. Tre chitarre grattano furiosamente nel duello impari col batterista senza cavare un accordo nemmeno per caso mentre il leader, uno smilzo in costumino zebrato cerca di coinvolgere la platea impaziente provocandola a imitare i suoi urletti striduli. Mi viene in mente Lionel Hampton  quando trascinava il pubblico a gridare e-ba-buriba- col suo vibrafono,  ma era altra musica.
Intanto s’è fatto tardi e i Darkness, così si chiama il gruppo, possono finalmente tornarsene nell’oscurità senza che nessuno li rimpianga. Astutamente la regìa ha scelto di diffondere musica  di Bach nell’intervallo per liberare il palco ma anche, credo, per bonificare le nostre orecchie violentate dai decibel.
E finalmente si alza il sipario con  la nostra invocata castellana che ci fa vedere che è nata così, born this way,  sbucando da un’immensa vagina,  nel tripudio di diecimila monsters non tutti little. Dominano le quindicenni che conoscono ogni parola di ogni brano e sbracciano verso Lei,   i più grandi che cercano intese e sottintesi con i coetanei  e genitori che cedono al push del ritmo incalzante e ondeggiano pure loro, abbandonandosi al carisma di Gaga che non ci lascerà fino al congedo finale, buonanotte Miiilano, avviluppata nel nostro tricolore.

Gaga è un impasto alieno di energia, talento, intuizione e marketing geniale, avvolgente e sapiente, aggressivo il giusto,  disseminato di inviti a essere se stessi “io sono voi, voi mi avete creato” e riconoscenza “grazie per essere venuti qui e avere comprato il biglietto”. Gaga è  l’evento, una nuova era di comunicazione, l’oracolo che parla col cuore ai suoi adepti (addicted?) e sa  farsi ascoltare, predica il rispetto della famiglia e li invita a fottersene di tutto per  essere se stessi, s’inventa un’immensa catena bianca di giovani braccia protese al cielo come uno scambio laico del segno di  pace, coccola i fans adoranti ai suoi piedi e li dècima spietata scegliendo uno ad uno pochi privilegiati  per ammetterli al backstage.
Gaga è sempre lì sul palco sopra tutto e tutti, spettacolo  nel suo spettacolo perfetto di suono e luci, si offre condiscendente agli occhi e agli iPhone che si illuminano  diventando anch’essi spettacolo.

Domani, sempre nel suo amatissimo straccetto Versace per la gioia di Donatella e il fastidio di Armani sarà chissà dove col suo stupefacente messaggio che deve darci da pensare. Imperdibile, soltanto –per me- con una Lady di troppo nel nome.

Mi basta Gaga
Bruno Bonsignore

About Bruno

vivo e lavoro a Milano. dopo 30 anni di advertising in Europa, Sud America e Stati Uniti ho acquisito la storica Scuola Politecnica di Design di Milano e fondato l’Ateneo Multimediale poi ceduti, studiato Ecologia dei Media, sono visiting professor in Università, Business School e Istituti di Formazione, mi riconosco nella figura del mentore e integratore di conoscenze. Sono co-fondatore nel 2002 e Presidente di AssoEtica, l'associazione non profit degli Ethics Officer italiani per la ricerca, lo studio e la pratica dell’etica nel mondo dell’impresa e degli affari e voglio creare il primo canale satellitare per far uscire l'etica dalle aule di studio e portarla all'attenzione di tutti con la televisione. Mi piace il jazz, il tennis , i convivi e le conversazioni non affrettate, scoprire libri e persone e il mare della Grecia. www.assoetica.it www.google.it “bruno bonsignore”
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