Ethical Speaking: una mattina spesa bene http://www.doppiabi.com Una Personalità Etica è il valore aggiunto dell'imprenditore di se stesso. Un percorso che possiamo fare insieme Tue, 29 Mar 2016 11:58:38 +0000 en hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.3.1 Traditore? no, solo evasore http://www.doppiabi.com/traditore-no-solo-evasore/ http://www.doppiabi.com/traditore-no-solo-evasore/#comments Mon, 21 Mar 2016 00:12:49 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=348 Continue reading ]]> IN OTTICA ETICA – ASSOETICA 31/10/2014     Per il 95% degli italiani è da condannare chi getta i rifiuti in un luogo pubblico. Ma solo tre su cinque trovano riprovevole non pagare le tasse  
I Cittadini rigorosi, leggo da una ricerca Community Media Research1  ripresa da La Stampa, sono meno (43%) di quelli accomodanti in parte o in tutto (57%), sono più donne che uomini, più nel Nord Est-Ovest che nel CentroSud-Isole (47%-41%), più pensionati e casalinghe (oltre il 50%) che imprenditori (31%).

I più permissivi sono nel Nord Ovest, 15% e Centro, 12%.

Ma, se oltre il 95% ritiene non ammissibile gettare rifiuti in un luogo pubblico, si scende al 78% di disapprovazione per chi si finge ammalato e non si presenta sul luogo di lavoro, al 72% per chi non paga le tasse mentre solo il 50% disapprova chi si fa raccomandare. Fanalino di coda (35%) per chi non vota alle elezioni.

Insomma, la fotografia del giugno scorso dice che siamo tutti d'accordo che non si dovrebbe gettare la cicca in terra, che tre quarti trovano disdicevole fingersi ammalati, e però solo tre italiani su cinque trovano riprovevole non pagare le tasse e uno su due non vede nulla di male nel farsi raccomandare.

In una recente manifestazione di piazza contro gli amministratori (ormai di qualsiasi impresa pubblica) accusati di reati fiscali, un anziano signore munito di megafono gridava imbestialito
"traditori traditori!".

Propongo di fare nostro il suo grido infamante e di definire pubblicamente come "Traditore" chi sottrae denaro pubblico e chi non paga le tasse dovute nel luogo giusto e al tempo dovuto. Proprio in questi giorni di celebrazione dell'Unità Nazionale (lasciamo stare la Patria) il termine è ancora più appropriato.

Non si capisce perché – ma forse dovremmo chiederci per chi – sia previsto il patteggiamento per crimini e reati fiscali, ed è inaccettabile che non gli venga richiesta preliminarmente l'ammissione di colpa, come negli altri Paesi.

Infatti per chi chiede il patteggiamento e gli viene concesso, la sentenza della Cassazione nr. 20133 del 16 novembre 2012 stabilisce che la richiesta deve essere considerata automaticamente come ammissione di colpa.

Quindi chiedo che il "patteggiato" venga iscritto nel Casellario Giudiziale come "Evasore" con tutte le conseguenze del caso. Se nemmeno una fedina penale sporca sarà sufficiente a impedirgli di continuare a ricoprire incarichi politici e nella Pubblica Amministrazione, potremo almeno dargli del Traditore senza paura di essere querelati.

1) Percentuali arrotondate.

* Presidente AssoeticaConsulente formatore, organizza il Corso annuale La Direzione e la Revisione etica. Per informazioni: bonsignore@assoetica.it.

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Una personalità etica http://www.doppiabi.com/una-personalita-etica/ http://www.doppiabi.com/una-personalita-etica/#comments Fri, 18 Mar 2016 11:24:21 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=351 Continue reading ]]> La differenziazione del prodotto e del servizio è sempre più difficile e viene affidata a dettagli spesso irrilevanti e non decisivi per dettare la preferenza.
Le aziende più sensibili non sono guidate da finanzieri ma veri imprenditori che hanno chiara la vocazione di produrre valore e non estrarne il massimo e il più in fretta possibile.
Questi imprenditori  hanno capito prima di altri che i prodotti che chiede il consumatore super informato da internet non sono più basati su materie prime improbabili e sostenuti con claim privi di reason why  ma quelli che  giocano a carte scoperte, promettendo  quello che può essere mantenuto.

E' il nuovo marketing responsabile, l'unico che può dichiararsi sostenibile e che solo i manager con una personalità etica sanno proporre e far rendere il giusto.
La Personalità Etica è l'obiettivo del percorso di crescita personale e professionale che ti propongo di fare, nell'ambito della struttura di Assoetica, l'Associazione Nazionale non profit degli Ethics Officer che indica da 12 anni la Direzione Etica dell'impresa e del lavoro.

Due opzioni:

a) un mio intervento in Azienda di 2 ore per definire con chiarezza le basi dell'etica e i vantaggi
b) un intervento di 6 ore, mattino e pomeriggio, per approfondire gli aspetti realizzativi, ruoli,
    tempi,costi
     

E' il momento perfetto per dare una svolta veramente sostenibile al lavoro tuo e della sua azienda, e puoi farlo con una semplice mail:

bonsignore@assoetica.it

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Tu paghi le tasse? http://www.doppiabi.com/tu-paghi-le-tasse/ http://www.doppiabi.com/tu-paghi-le-tasse/#comments Sat, 13 Feb 2016 23:40:47 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=343 Continue reading ]]>

Assoetica promuove la prima campagna nazionale di coscienza civica contro l’evasione fiscale per un giusto contributo da parte di TUTTI i cittadini alle risorse dello Stato.

Senza il “nero” in Italia non ci sarebbe la crisi!

Se tu sei “giusto” e paghi le tasse fallo sapere a tutti portando il distintivo, con una donazione di €10 (vedi bottone Donazione sulla home www.assoetica.it), Assoetica te lo spedisce all’indirizzo che indichi in una mail a assoetica@assoetica.org.

I fondi raccolti verranno utilizzati per portare avanti la campagna.

Forza, diamoci una mossa!
questa è l’occasione di fare qualcosa per il nostro Paese

ASSOETICA
Associazione Nazionale degli Ethics Officer 
www.assoetica.it
Benemerenza Civica della Città di Milano
 

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L’etica di farsi trovare http://www.doppiabi.com/letica-di-farsi-trovare/ http://www.doppiabi.com/letica-di-farsi-trovare/#comments Thu, 21 Jan 2016 09:40:49 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=338 Continue reading ]]> Nel mio immaginario di un mondo della finanza etico un posto speciale in classifica è riservato alle grandi aziende che anzichè nascondersi dietro a call center con tempi di attesa – a pagamento! – inaccettabili e/o competenze inadeguate o risponditori automatici con loop – sempre a pagamento, intendiamoci – che portano a binari morti, scelgono la strategia di marketing non solo di ascoltare il cliente ma del coraggio di affrontarlo tramite un essere umano.



L'ultimo esempio è di questa mattina.



Per risolvere un problema di trasporto-consegna che non riesco a identificare nelle FAQ ho cercato di contattare il Customer Service Center di Ikea chiamando il numero indicato.

La Promessa testuale è: "IKEA Customer service center: 199 11 46 46. Parla personalmente con uno dei nostri addetti del Servizio Clienti. I nostri operatori rispondono dalle 09.00 alle 20:00 dal lunedì a domenica".



Ho seguito puntigliosamente, sempre pagando, le indicazioni del risponditore automatico sbattendo da un menù all'altro, sobbarcandomi l'ascolto ribadito ogni volta di diverse opzioni per tornare al famigerato * asterisco e ricomonciare da capo. Dopo almeno dieci minuti ho desistito, niente "parla personalmente", dubbio: forse è il risultato sperato? e ho ripiegato sulla Live Chat.



La Promessa questa volta è: "Contatta i nostri operatori specializzati tramite questo servizio innovativo ed efficiente che ti permette di avere risposta immediata ai tuoi quesiti su IKEA, dialogando direttamente con un operatore del Servizio Clienti."

Finalmente dialogherò "direttamente" con un operatore, clicco e mi compare un campo in cui si invita ad attendere senza "riabbassare" cioè stare sulla pagina, eseguo e dopo minuti di attesa che non conto più ecco l'agognata risposta: "Ci dispiace, tutti i nostri operatori sono attualmente impegnati in altre conversazioni. Hai provato a ricercare le informazioni che ti servono sul sito? Prova a guardare qui"



Fine dell'immaginario, dell'etica di farsi trovare. Continua il gioco a nascondino. Ma anche tu Ikea?!

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Scurdammoce ‘o passato http://www.doppiabi.com/scurdammoce-o-passato-2/ http://www.doppiabi.com/scurdammoce-o-passato-2/#comments Sat, 21 Nov 2015 09:25:21 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=334 Continue reading ]]> Si può cambiare moglie (e con le pari opportunità anche il marito) ma non la squadra del cuore, è una regola rarissimamente smentita che ha assunto il valore di legge in tutti i Paesi del mondo.
In termini finanziari è un capitale incalcolabile perché, smentendo tutte le indicazioni storiche del marketing che mettono come priorità assoluta la conquista della fedeltà del cliente, il tifoso non passerà mai a un'altra brand, anche quando la sua gli offre un prodotto mediocre, fonte puntuale di inenarrabili stress e addirittura autentico dolore.

Il tifoso è un consumatore speciale di padre in figlio, lifetime ed esigente, conosce perfettamente il suo prodotto e sa tutto dei concorrenti. I club sportivi lo sanno bene e i più acuti e organizzati hanno ormai colto la connessione tifoso-cliente sviluppando marketing, comunicazione e tecniche promozionali sofisticate.
D'altra parte una grande industria produttiva come il calcio merita tanta attenzione, in Italia come in tutti i paesi del mondo. Il prodotto è sempre lo stesso, una palla rotonda dietro cui correre – o da far correre, dipende dalla strategia dei "mister" – e l'appeal cresce, da un target 90% uomini (…la domenica mi lasci sempre sola, cantava Rita Pavone) a quasi fifty-fifty.

Ma la globalizzazione anche qui sta cambiando qualcosa, interisti e juventini e romanisti sempre tali restano, ma la loro attenzione per il "prodotto" è distratta dall'offerta mondiale di concorrenti sempre più visibili e spesso con un prodotti migliori da seguire in tv e da comprare negli store monomarca.
La fedeltà scricchiola, la riconoscenza per quanto fatto in passato appassisce e le occasioni di tradimento virtuale si moltiplicano.
Il tifoso non è più un asset inattaccabile, il milanista compra anche la maglietta del Barcellona e il laziale la sciarpa del Chelsea.
Cuore ingrato, " … sì sono sempre tifoso ma "più tiepido, guardo di più la Nba e il tennis…”.

Veri commenti dai blog dei tifosi:
"Seedorf non è allenatore da Milan, ancora due anni di contratto, dieci milioni da pagare? e daglieli Presidente, cosa aspetti?"
"Conte? sì ha fatto bene ma adesso basta scudetti, è da cambiare, in Europa non ce la fa".
"Juve prendi Drogba e vendi pure Marchisio" (Nazionale, juventino cresciuto in casa e torinese di nascita).
Montolivo, caduto sul campo e addio al suo Mondiale: "Sì auguri ma tecnicamente non è una gran perdita ne abbiamo altri più bravi".
E ancora: "Prendila con calma, anche se non ti fai vedere a Milanello per i prossimi 2-3 anni non piange nessuno".
Prandelli: "Ma come, tutti quei soldi per qualche partita all'anno della Nazionale?".

Niente riconoscenza, “memoria di un beneficio ricevuto e prontezza nel dimostrarlo”, e niente gratitudine, “sentimento di affettuosa riconoscenza nei confronti di chi ci ha fatto del bene e sincera e completa disponibilità a contraccambiare” (Devoto-Oli).

Scurdammoce 'o passato.
I club di calcio costruiscono valori enormi non più sulla solidità di un tifo autentico e un po' naif ma sul terreno effimero dello spettacolo. I 900 milioni di dollari del Bayern, i 700 del Real Madrid e Manchester United, e i 500 dell'Arsenal ma anche i 250 di Juventus e Milan poggiano sempre più sulla volubilità dei nuovi tifosi globali mentre le istituzioni non incoraggiano un atteggiamento più responsabile ed equilibrato, una gestione della passione adeguata al valore multimiliardario di euro che gira attorno al pallone. Incapacità più cecità.
Da una cronaca sportiva: Alessandro Birindelli, ex terzino della Juve e tecnico del Pisa, aveva ritirato la squadra dal campo per porre fine a una lite fra i genitori in tribuna. Il Giudice Sportivo, applicando alla lettera il regolamento, (esaminati gli atti… visto l'articolo 53 comma 2 …) ha deciso di punirlo con lo 0-3 a tavolino e il -1 in classifica. Multa di 100 euro alla società per "intemperanze dei sostenitori".
Come dire, chi se ne frega dell'etica sportiva, il regolamento parla chiaro. Povero Birindelli, e quanti come lui? 
In un contesto come questo, incapace anche di meritarsi la fedeltà di chi non cambierebbe mai la maglia che porta sul cuore, come possiamo costruire un "campo di gioco" di un bel verde naturale dove si rispettano non solo le regole del gioco e l'avversario ma ci si prende la responsabilità di fermare dei genitori imbecilli, senza per questo venire puniti?

Il nostro sport nazionale non è maestro di vita e non ci resta che meditare su quanto raccomanda Seneca:
il benefattore deve dimenticare all'istante ciò che ha dato;
il beneficiato invece non deve mai dimenticare ciò che ha ricevuto.

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L’ambizione non è etica http://www.doppiabi.com/lambizione-non-e-etica/ http://www.doppiabi.com/lambizione-non-e-etica/#comments Mon, 21 Sep 2015 09:32:14 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=336 Continue reading ]]> Ambire (Treccani): "Andare attorno per ottenere voti o uffici. Ambizione: desiderio di potere, onori, dominio".

Allora l'ambizione, quella di cui i nostri genitori lamentavano la mancanza – “non hai neanche un po' di ambizione” – non è etica.



Da ragazzino avevo il mio bel pacchetto di "figu" strette in doppio elastico, i santini dei giocatori di calcio avviluppati nelle caramelle Fidas che manco mangiavamo e correvamo in piazza il pomeriggio all'ora di merenda per l'irrinunciabile rito dello scambio. Puntavo l'amico fortunato "se mi dai il tuo Sentimenti IV (chissà perché i portieri erano rari) ti dò un Carapellese, un Boniperti e oggi puoi stare tu davanti a giocare". Voto di scambio, il tuo Sentimenti e tu fai il capitano. O meglio, gioco di scambi e contenti entrambi.



Anche il mitico e citatissimo onorevole Achille Lauro amava così tanto lo scambio e la ricerca di onori da promettere la famosa scarpa destra in cambio del voto alle elezioni e della consegna dell'altra scarpa al momento del conteggio dei voti ricevuti nel seggio. Anche se il Comandante era il primo tifoso del suo Napoli, più che un gioco era un voto di scambio vero e proprio, ma dichiarato e alla luce del sole. Nulla di illecito, chi avrebbe da obiettare oggi?



Ma a Yalta il 4 febbraio del 1945 tre signori, Roosevelt, Churchill e Stalin si riunirono per votare un gigantesco pacchetto di scambi, la Germania ce la dividiamo in quattro zone, una ciascuna a Usa, Russia, Gran Bretagna, Francia (poi andata solo alle prime due), ci dovrà pagare 22 miliardi di dollari come risarcimenti di guerra, facciamo un'organizzazione internazionale che chiamiamo Onu, la Russia si annette Lituania, Lettonia e Estonia e in cambio entra in guerra con gli alleati contro il Giappone, un contentino perché era ormai vinto.



Un voto di scambio colossale e drammatico che ha coinvolto centinaia di milioni di storie umane, separazioni, ricongiungimenti mancati e riusciti, resistenze eroiche e fughe penosissime, al confronto del quale la querelle sul voto di scambio della legge approvata l'altro giorno in Parlamento appare addirittura patetica, con quei "se" c'è promessa di voti, se c'è scambio di denaro, se c'è un'utilità… Ipocrisie, se c'è uno scambio ci dev'essere un'utilità per entrambe le parti.

Chi decide l'etica dell'utilità per le due parti?

Il Patto di Yalta aveva un'etica?

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Lezioni giapponesi http://www.doppiabi.com/lezioni-giapponesi/ http://www.doppiabi.com/lezioni-giapponesi/#comments Mon, 21 Sep 2015 09:22:04 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=332 Continue reading ]]> Non c'era bisogno delle corporations per inventare la social responsibility. Bastava venire in Giappone per capire che la responsabilità sociale è il frutto di quella di ciascun individuo, e siccome gli individui sono anche manager, ecco che la loro responsabilità, se c'è, orienta anche le aziende che dirigono.



È il mio primo viaggio nella terra del Sol Levante e la più grande sorpresa è che noi occidentali sappiamo tutto dei cinesi e dei coreani del sud e del nord e degli indiani e nulla dei giapponesi.



Per occuparsene i media hanno bisogno di un terremoto almeno di forza 8 oppure di una centrale nucleare che va in tilt e così ci accontentiamo degli stereotipi, i treni da 300/km ora puntuali al minuto, gli impiegati brulicanti per le strade di Tokyo, i butta dentro in guanti bianchi che inscatolano i passeggeri della metropolitana, i turisti con la macchina fotografica e adesso Nagatomo all'Inter e Honda al Milan. Ah sì, c'è anche la prima notizia finanziaria dalla borsa di Tokyo, la prima ad aprire.



Qui la responsabilità è il rispetto praticato quotidianamente.



Rispetto è il controllore del shinkansen, l'espresso superveloce, che quando compare in corridoio si inchina ai passeggeri, li ringrazia uno ad uno perché gli porgono il biglietto e prima di uscire si gira, pratica l'inchino e prosegue.



Rispetto è lo spazzino che raccoglie meticolosamente un minuscolo rifiuto e lo ripone nel sacchetto che regge in mano e del resto nessuno si sognerebbe di buttare qualcosa in terra, questo spiega perché tutte le strade che ho visto a Tokyo, Kyoto o Takayama sono incredibilmente pulite. 



Il rispetto dell'ambiente che osservo qui non è una generica promessa di attenzione ma l'impegno a coltivare, bagnare e potare il verde disseminato in ogni centimetro quadrato libero sia in città sia in campagna. Il rispetto che ammiro è la serena convivenza tra buddisti e la maggioranza Shintoista, succede addirittura che si giunga a celebrare il matrimonio con un altro rito, ad esempio quello cattolico.



Naturalmente il Giappone deve affrontare come tutte le grandi economie i macro problemi, welfare, educazione obbligatoria, pensioni, energia e specialmente la decrescita demografica, resa più drammatica dalla longevità della popolazione.



La laboriosità e il senso del dovere dei giapponesi si innestano in una natura umana rivolta alla ricerca dell'efficienza e protesa alla bellezza e dimostrano che i due valori sono assolutamente compatibili.



Nel grande magazzino dove, conquistato dal rituale di una cena giapponese, ho comprato un kimono, il ragazzo al banco batte lo scontrino, porge il vassoietto in cui metto la carta di credito, vi deposita la ricevuta. Poi confeziona il mio acquisto avvolgendolo con cura nel foglio di carta, lo ripiega con naturalezza seguendo linee inconsuete, trasformando il pacchetto in un dono di bellezza e di rispetto per il kimono e per me che l'ho scelto.



È da questo punto di partenza, da questa soglia di responsabilità individuale, da questo speciale terreno verde di rispetto, di impegno ma anche di ricerca di bellezza che vorrei che la nostra economia potesse svilupparsi e crescere.



Un breve soggiorno in Giappone, per chi sa vedere e ascoltare, può essere più istruttivo di tante aule frequentate distrattamente.

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Scoperto un tesoretto. Ma chi l’aveva perso? http://www.doppiabi.com/scoperto-un-tesoretto-ma-chi-laveva-perso/ http://www.doppiabi.com/scoperto-un-tesoretto-ma-chi-laveva-perso/#comments Sat, 05 Sep 2015 09:14:37 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=330 Continue reading ]]>

Ci stanno rincitrullendo con dei titoli-etichetta per creare qualche notizia positiva.
Non cadete nel tranello.
La notizia è drammatica e deve sollevare la nostra indignazione.

Per "scovare" una serie di stanziamenti deliberati e mai utilizzati dal 1998 di quasi 4 miliardi di euro – 8 mila miliardi di lirette – c'è voluta addirittura, leggo su La Stampa, una task force. Soldi, precisa l'articolo di Antonio Pitoni, che sarebbero sufficienti per aprire già entro il 2014 più di 500 cantieri in tutta Italia, ma forse i burocrati, distratti da altre incombenze, non lo sanno che c'è bisogno di lavoro.
Bravi gli scavatori di pseudo-pepite, in realtà tragiche inettitudini o peggio ancora dimenticanze.

Ma, data giustamente la notizia, titolo a parte, possiamo finalmente conoscere i nomi e cognomi di chi avrebbe dovuto utilizzare i fondi invece di lasciarli inutilizzati nel cassetto?
Le delibere di spesa sono frutto del Bilancio di Previsione dello Stato che, al contrario di quanto suggerirebbe il nome, non è solo un documento – il più importante documento dello Stato – di previsione, ma autorizzativo: afferma che esiste la copertura vale a dire che ci sono i fondi per realizzare le opere definite dalle delibere.

Questo piccolo dettaglio, evidentemente, molti giornalisti non ritengono interessante scriverlo, o forse lo ignorano come me fino ad oggi.
Dunque non è un segreto di Stato e abbiamo il diritto di sapere chi sono – ripeto, nomi e cognomi dei burocrati – i responsabili, e i mezzi di informazione hanno il dovere di pubblicarli, non c'è nessuna privacy da rispettare, vivaddio.

E abbiamo il diritto di sapere dal Ministro quali provvedimenti prenderà – non "intende prendere", altra invenzione italiota per non assumersi la responsabilità – la Pubblica Amministrazione a carico dei delinquenti (dal latino delinquere "sottrarsi al dovere"), a parte una pesante riduzione della pensione, questo sì sarebbe un bel tesoretto.

In attesa, come ci esortavano gli scout dal Vangelo di Luca e Matteo, "estote parati".

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Il Paese dei delinquenti http://www.doppiabi.com/il-paese-dei-delinquenti/ http://www.doppiabi.com/il-paese-dei-delinquenti/#comments Sun, 21 Sep 2014 09:10:46 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=328 Continue reading ]]> Ho ricevuto qualche giorno fa una lettera dagli Stati Uniti in cui mi si sollecitava il pagamento di un abbonamento scaduto. Mi ha colpito, e devo ammettere anche infastidito, la parola "delinquent" per significare inadempiente. Ho immediatamente sanato la mia negligenza e, incuriosito ho cercato l'etimo della parola delinquente: dal latino "mancare al proprio dovere, sottrarsi a".



Nel mio impegno con Assoetica per diffondere il senso della responsabilità e dell'educazione civile ho potuto constatare, come tutti i cittadini ogni giorno, che la "delinquenza" di molti nostri amministratori pubblici è un fatto così normale da non dover dare nemmeno conto.



Il mio Consiglio di zona sta aspettando da un anno una risposta ad una interrogazione e innumerevoli segnalazioni di violazioni della legge, abusi, comportamenti incivili: tutto tace e quando si riesce a entrare in contatto con qualcuno che dovrebbe… la immancabile risposta è "non è compito mio".

Trionfo dell'irresponsabilità e della burocrazia che protegge l'anonimato e favorisce la non identificazione del ir-responsabile.

Così siamo a poco a poco sprofondati nella disistima, poi nella sfiducia, poi nella depressione e nella protesta contro lo Stato a prescindere, anche quando si viola la legge.

Una depressione morale anche più grave della preoccupante depressione economica.

Così i nostri giovani appena possono e parlicchiano una lingua scappano all'estero incoraggiati dai genitori e sollecitati dagli amici che li hanno preceduti.



E l'Italia, il nostro Paese bello e ricco di cultura e di buona volontà e solidarietà tiene lontani gli investitori stranieri e si tiene l'etichetta di delinquente.

E chi gli va a spiegare che siamo delinquenti ma "solo" nel senso latino dell'accezione, il Presidente del Consiglio?

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Ethics Review: chi ci assicura dalle Assicurazioni? http://www.doppiabi.com/ethics-review-chi-ci-assicura-dalle-assicurazioni/ http://www.doppiabi.com/ethics-review-chi-ci-assicura-dalle-assicurazioni/#comments Sun, 21 Sep 2014 09:07:12 +0000 Bruno http://www.doppiabi.com/?p=325 Continue reading ]]>
Le Compagnie che non pagano inducono a truffare. Caro Renzi perchè non partire da un'Ethics Review? Con costa nulla.

Aveva iniziato a piovviginare e scendevo molto lentamente con la mia auto lungo una strada tutta curve giù verso il mare quando sbuca da una curva cieca una vespa esattamente in centro strada, il guidatore -senza casco-  ha una reazione di spavento, cerca di rientrare a destra ma scivola e viene a sbattere con la ruota anteriore sotto il muso dell'auto già ferma. La passeggera al mio fianco anticipa l'urto con un grido, io scendo e aiuto il ragazzo a rialzarsi, per fortuna tutto intero. Arretro l'auto fino a una piccola rientranza per non bloccare il traffico e scatto prudentemente alcune foto col cellulare. Poi sopraggiungono tre suoi amici che seguivano, la polizia visto che nessuno si è fatto male non ha tempo per intervenire ma i ragazzi non accettano di fare il concordato amichevole.
Io denuncio alla mia Compagnia l'incidente per il rimborso dei danni con foto e la descrizione dell'accaduto confermata da mia moglie, la sola presente all'incidente.
Ma l'investitore -quello che vi è venuto sotto l'auto- produce 3 testimonianze false, quelle dei suoi amici che non erano presenti al momento, e l'assicurazione rifiuta di pagare.
La testimonianza di mia moglie è meno attendibile perchè parte in causa. Dovrei impugnare le tre dichiarazioni e denunciarli per falsa testimonianza, il mio avvocato con saggezza mi consiglia di rinunciare e pagare di tasca mia.
Il mese scorso in una strada della periferia milanese mi imbatto in un tratto in cui stanno rifacendo le strisce per cui occorre  passare sull'altra corsia opportunamente bloccata e
tornare indietro. Una manovra non basta e devo fare retromarcia per completare l'inversione, nel frattempo un'auto sopraggiunta, senza rispettare la distanza di sicurezza si ferma a pochi centimetri dal mio paraurti così che appena alzo la frizione avviene l'urto.
Non ci sono moduli per la constatazione amichevole così ciascuno fa la denuncia alla sua assicurazione pensando a un concorso di colpa.
Negativo, per la mia assicurazione (se volete sapere il nome vi mando un'email a parte) nega il concorso di colpa e senza un testimone non paga.
Memore del passato sono tentato di inventarmene uno ma la cosa mi fa schifo così subisco nuovamente l'arbitrio della Compagnia e mi pagherò il danno. Per la cronaca guido da mezzo secolo e sono nella prima categoria di assicurati, concessa ai guidatori considerati più bravi e meno a rischio di incidenti.
Per me è "green" non solo l'ambiente anche ma rispettare le regole, quelle di guida, quelle del gioco, quelle di ogni azione della vita. E' un green non solo etico ma un passo avanti  per cambiare l'Italia e non costa nulla.
Intanto potremmo iniziare da qui: chi mi assicura dalle Assicurazioni che sospettando denunce capziose oppongono capziosi cavilli per non pagare?
Bruno Bonsignore

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