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18/10/2002
WEB MARKETING TOOLS

We, Wemex!

sul fronte dell\'education, training e lifelong learning chi ne sa più dell\'Italia...?

L'appuntamento è a Vancouver l'ultima di Maggio per l'evento mondiale dedicato interamente al business più trendy - e promettente - di quest'inizio di secolo.
E' il marketplace dell'education, training e lifelong learning. Migliaia di tecniche, strumenti e accorgimenti sono giudiziosamente schierati e illustrati da un esercito mondiale di oltre 450 espositori impegnati a dimostrare l'efficacia e l'eccellenza delle rispettive, ultimissime risorse "du savoir".
Tutti i target, i segmenti e le nicchie sono coperti: dal lavoro in aula, sempre protagonista ancorchè costoso della formazione, all'apprendimento casalingo al rapido aggiornamento dal posto di lavoro, l'industria della formazione utilizza con naturalezza ed efficienza libri, satelliti, televisione,
web cam, CD e banda sempre più fast and broad per internet.
L'organizzazione del World Education Market pensata in termini di business per favorire non solo gli scambi commerciali di prodotti e servizi ma uno straordinario networking di tecnici,responsabili d'acquisto, investitori e ricercatori, CEO, docenti e venture capitalist (si, ci sono ancora!) accomunati da un solo obiettivo. Un'education sempre pi efficiente ed economica.
L'Exhibition and Convention Centre vede quest'anno una quarantina di rappresentanti italiani che comprendono consulenti, istituti privati e pubblici di formazione, gruppi editoriali della carta stampata e della televisione e - udite! - università.
Coprire tutto il calendario degli eventi e le sessioni di approfondimento e dimostrazione impossibile. Si deve scegliere. Lo start è affidato niente meno che alla Banca Mondiale con un report sulla situazione globale della formazione
centrato sui metrics e specialmente sulle previsioni di sviluppo dell'intero settore.Altre sessioni importanti quelle dedicate alla Propriet Intellettuale nell'Era Digitale, alla televisione ( " So much more than TV " ) e poi Reaching the teachers ",lezioni pratiche sull'eLearning ed anche un workshop focalizzato sull'Europa e sui diversi ruoli giocati dal settore pubblico e dai
privati nello sviluppo della formazione.Da questa pre-view si intuisce un business di portata colossale,ormai ben avviato Oltreoceano, che si accinge a decollare con pienezza anche nel Vecchio Continente e questa volta, forse, senza il consueto dominio delle multinazionali Nordamericane. Perchè gli strumenti li abbiamo anche qui, campus virtuali e software e connettività sono in continua evoluzione. Ma sono i contenutila nostra potenziale carta vincente: dobbiamo imparare a trasporre il nostro patrimonio culturale non solo su base digitale ma in termini interattivi e a colmare con la qualità del servizio e
dell'assistenza online il vuoto creato dalla mancanza di contatto umano col docente. I Paesi mediterranei patiscono in modo particolare la lontananza - quando non l'assenza - del teacher e gli istituti di formazione -italiani, francesi, spagnoli - hanno le loro responsabilità.
Non solo non hanno saputo anticipare l'interesse e le aspettative del pubblico per la formazione a distanza ma ne hanno addirittura ostacolato lo sviluppo. Una delle ragioni, oltre alla mancanza di next vision, è la rigidità dell'organizzazione che induce ad esempio ad utilizzare lo stesso corpo docente d'aula anche online e sostanzialmente gli stessi contenuti.
La presenza di molti operatori italiani al Wemex di Vancouver segna adesso l'inversione di tendenza ma nel frattempo i big players internazionali si sono solidamente piazzati sul nostro mercato e stanno sviluppando un marketing estremamente aggressivo: abbondanza di corsi e prezzi a dir poco allettanti, e il tutto in italiano. Il fatto che l'eLearning tuttora vissuto da noi come un optional promettente e non come un must. Un management - e anzi tutti i collaboratori - continuamente informato e aggiornato non è ancora vissuto come l'indispensabile vantaggio competitivo dell'azienda, l'elemento differenziante e non copiabile. Tranne le buone - e fiorenti - eccezioni la formazione "s'ha da fare" spesso anche in ottemperanza a precisi impegni sindacali piuttosto che in funzione di una chiara visione strategica della network economy e pi ancora dell'Economia della Conoscenza.
L'eLearning è una colossale, unica opportunità per il nostro Vecchio Continente. Il meglio dell'ICT ormai acquisito, quasi tutte le risorse artistiche e culturali del mondo, una vocazione e capacità bimilleniale alla retorica, all'argomentazione, al convincimento e alla suggestione, alla
discussione, in una: all'insegnamento. Abbiamo tutto per il primato, solo che si smetta di pensare da eterni secondi. Chissà allora che il prossimo possa essere " We, Wemex! ".



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