24/10/2000
Web Marketing Tools
La ricerca senza rete
Il problema sta nell'accettare che non esiste un centro, o se si preferisce che ce n'è uninfinità, così come non ci sono perimetri. Infatti se rinunciamo al comodo punto di riferimento che ci fornisce il centro, riusciamo ad entrare con naturalezza nella logica della Rete che è acentrica per definizione. Si tratta di abbandonare la modalità broadcasting per comprendere la logica della comunicazione interattiva. Una svolta non facile nemmeno per gli Istituti di ricerca e gli analisti della new economy che si dimostrano tuttora incapaci di rinunciare al ruolo carismatico del broadcaster.
Infatti il punto da cui viene lanciato il messaggio, grazie alla simultaneità e allubiquità planetaria di immagini e suoni, gode di una posizione di centralità che assicura una forma di superiorità vagamente divina. Uno status super partes che, se del tutto normale nelleconomia tradizionale, è incompatibile con i presupposti stessi della comunità virtuale dove la comunicazione avviene in senso orizzontale e non dallalto (one-to-many).
Mancando in internet un centro in cui collocarsi come sorvegliante e studioso della realtà (la posizione degli istituti di ricerca e degli analisti) ne consegue che non c'è più un unico punto emittente ma, al contrario, milioni di punti trasmittenti e al tempo stesso riceventi: la figura gerarchica del broadcaster cessa di esistere! Dunque la non trasmissione è proprio la condizione imprescindibile affinchè la Comunità virtuale possa crearsi e svilupparsi in modo compiuto.
Con tali presupposti nulla è meno predictable del comportamento degli utenti di internet, e gli operatori che si pongono sulla rete con la mentalità broadcaster possono tuttalpiù tentare delle predizioni più che previsioni. Con probabilità di successo vicine al 50-50 anche se ovviamente la professionalità, la capacità di raffigurazione e di correlazione dei dati, lampiezza della visione possono giocare un ruolo importante nellazzeccare la futura realtà.
Abbiamo autorevoli conferme circa laleatorietà. Uno dei colossi US di ricerca e analisi della new economy prevede una net disillusion per i prossimi tre anni e successivamente una faticosa ascesa verso la profittabilità delleCommerce attorno al 2006. Un altro istituto di ricerca, poderoso e sempre US based, prevede invece una curva di sviluppo costante delleCommerce per i prossimi anni e un volume di vendite online di oltre 3 trilioni di dollari gi nel 2003. Non c'è traccia apparente di disillusion. In due ricerche che valorizzano lo sviluppo delleCommerce europeo in Euro, altri due grandi analisti dellinternet economy la vedono in modo assai diverso. Partendo dallo stesso valore (a consuntivo) dello shopping online nel 1999 pari a 2,9 miliardi di euro, le loro stime per il 2005 variano da circa 60 a poco meno di 180 miliardi di Euro!
Non si tratta di errori di calcolo così come un gap dellordine di 1:3 non può essere imputato agli analisti, troppo attrezzati professionalmente per incorrere in svarioni così plateali. La verosimile ragione è che entrambi pensano, e pretendono, di osservare e analizzare il new market dallalto di una posizione centrale e non come uno dei tanti nodi della grande rete. E inevitabile che nel migliore dei casi solo uno dei due Istituti centrerà la stima, col risultato dindurre limprenditore a dubitare di entrambe le valutazioni accogliendole al più come predizioni. Leventuale probabile - errore potrà costargli il fallimento delliniziativa dotcom: un salto senza rete nella new economy che già di per se ha un alto coefficiente di rischio.
Sarebbe invece assai più attendibile poter valutare la voce della rete, vale a dire quella di un Istituto di ricerca o di un analista che saggiamente si collocasse dentro alla rete stessa e agisse come uno dei nodi che la animano. Perchè facendone parte e interagendo quotidianamente avrebbe molte più chances di capirla e rappresentarla in modo significativo e autentico. Comunque, assai più attendibile!
Diffidare delle imitazioni.
brunob@doppiabi.com
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