20/10/2002
WEB MARKETING TOOLS
Questione di forma
formare, cioè l\'opposto di apprendere
I titoli internet sono in impennata continua, chissà che botto se gli si aggiunge il business della formazione...
E così l'intellighentia imprenditoriale italiana si accorge all'improvviso che la formazione è importante. Ora è tutta una gara a dichiarare che " gli investimenti in formazione sono priorità 1 se vogliamo restare competitivi ". Giusto, in una visione del secolo scorso quando formare era il landmark degli investimenti strategici e, nel nuovo millennio, il facile approdo della new vision dei nostri politici. Ma formare, per lo Zanichelli (io formo)e' plasmare, sagomare, modellare qualche cosa per farle assumere la forma voluta; nell'attività didattica dice "educare con l'insegnamento per un fine prestabilito".
Per favore intanto liberatemi dai "percorsi formativi" che lascio volentieri a chi abbisogna di quadri di riferimento, metodi, strutture, punti di partenza e stazioni di arrivo e specialmente materiale didattico, tanto materiale "di
supporto" da leggere per non ragionare. Nel mondo senza centro della rete virtuale, se da una parte è ancor più comprensibile la necessità di punti di riferimento, è dall'altra evidente che dobbiamo imparare a fare a meno di tali certezze e rassegnarci ad elaborare e costruire il nostro " metodo "individuale.
Rinunciare alla comodità passiva di viaggiare sul sicuro, applicando il bello, il verificato da altri per inoltrarci sul terreno inesplorato del non conosciuto. Prendendoci il rischio del (forse)più giusto, più efficace, più produttivo. Abbandonare insomma il "raccomandato" (da chi poi? Il solito guru possibilmente americano?),necessariamente già usato e quindi, in internet, abbondantemente scaduto, per immergersi nella sana libertà di essere refrattari alle visioni pre-costituite. Apprendere, sempre per Zanichelli: comprendere,
afferrare con la mente, venire a conoscere. Apprendere per non farsi formare.
La nuova dimensione mentale che ci aspetta è la consapevolezza che non dobbiamo sottoporci a formazione ma fare apprendimento.
Che i percorsi, sessioni, corsi di formazione sono un tampone scarica-coscienza di fare il possibile per tenersi aggiornati, pescando disperatamente fra i miliardi di informazioni offerte sperando di agganciare qualcosa che vitaminizzi le nostre competenze professionali, perennemente superate. E intanto i miliardi di dati si moltiplicano, pronti a travolgerci con la loro letale abbondanza non appena saremo tutti nella rete. Che insomma non bastano più i "momenti" formativi ma occorre, al contrario, la sana umiltà di accettare il continuo apprendimento, che non si interrompe con la fine degli studi ma deve continuare per tutta la vita. Questione di sopravvivenza, cioè di sostanza. Con tanti saluti alla formazione.
brunob@doppiabi.com
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