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16/11/2006
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Architettura e design: l'etica brasiliana

Non occorre la rivoluzione ma la responsabilità di pochi cittadini per svegliare una città intera

Il mio primo atterraggio in Brasile è stato di notte, a Rio. Milioni di lucciole tremolanti che scendevano dalle colline fino al mare mi hanno subito detto che avrei amato questa città e fatto capire che aveva ragione Le Corbusier quando disse che la Natura ha regalato a Rio la più bella posizione del mondo. L'architettura è complice del modo di vivere dei carioca, i grandi condomini luminosi che costeggiano Copacabana, Ipanema, Leblon consentono di uscire in costume da bagno e andare direttamente in spiaggia e quando esci ancora bagnato trovi mille bar che ti offrono un chop gelato e una casquinha de siri'... Non ci sono stabilimenti balneari privati dove devi pagare per entrare, il mare e la spiaggia sono di tutti e il libero accesso è garantito. Rio è consapevole della sua bellezza, del suo irresistibile fascino, delle seducenti bellezze fisiche dorate di sole che giocano e si stendono sulla sabbia calde e eticità della sua architettura consiste proprio nella coerenza con lo stile di vita che anima la citta'dalla baia di Guanabara alla Barra...
Il design più puro del Brasile l'ho scoperto nell'isola di Marajò dove la Natura usa tutta la tavolozza dei suoi strumenti per incantare e incatenare, i ninhal sugli alberi che esplodono in centinaia di uccelli colorati all'avvicinarsi del piccolo aereo, i pesci che di notte saltano incessantemente fuori dall'acqua sperando di cogliere una preda in volo, e così spesso ti si donano cadendo nella barca, i piranha che spolpano in quindici secondi la testa di un vitello, il duello del fazendero armato di faca con un gigantesco jacarè... tutto è perfetto nel design che la Natura ha studiato per questo estremo limite del continente brasiliano circondato dal mare e dal fiume, anche la brisa che spira giorno e notte a 23° costanti! A Marajò l'etica del design sta nella libertà che la natura gli concede di essere semplicemente bello , affrancandolo dall'obbligo della funzionalità In questo posto puoi prenderti solo il bello mentre l'utile, se ti serve, te lo devi cercare altrove.
San Paolo si propone orgogliosa su un altopiano che la stacca dal mare. Ha scelto di vivere in piedi grazie a un'architettura tutta proiettata verso l'alto ma che non è sufficiente, nemmeno al 30° piano, a tenere la testa fuori dall'inquinamento. I suoi palazzi sono esibizionisti che ostentano ingressi di marmo scintillante, portieri gallonati agli ascensori, guardiani armati che perlustrano i cancelli elettrificati ingentiliti da filari di palme, minipiscine sul tetto, garage bi-matrimoniali per coppie d'auto , appartamenti che occupano un intero piano dove le stanze della servitù basterebbero a una famiglia giapponese di 4 persone. Anche il Museo d'Arte Moderna, pigramente disteso in bellissima sospensione sull'Avenida Paulista è frutto di un'architettura-amante che vuol sedurre il visitatore. San Paolo è così pervasa da un furore di attivismo, di apparire, fuggire e tornare....
Si tratta di inserire l'etica nel sistema urbanistico e di farsi orientare dall'etica nel modo in cui si progetta la casa, l'isolato, il quartiere, la citta'. Prendere atto che le famiglie meno fortunate hanno pochi figli perché non ce la fanno a tirarli su, entrambi i genitori devono lavorare, e in questo modo il nucleo familiare si indebolisce. E poi ci sono i vecchi, i nostri nonni che quando vanno in pensione diventano degli oggeti da rottamare, con costi sociali spaventosi. La famiglia media con papà e mamma e due figli non ha lo spazio per tenere anche i nonni, e così bisogna metterli da qualche parte e aspettare che muoiano sperando che non costino troppo... Così la famiglia perde la tradizione e perde la solidarietà e perde anche la pietas. Noi ingegneri, urbanisti, architetti, designer, politici, sociologi, giornalisti, intellettuali siamo la causa di questo impoverimento, e non pensiamo seriamente a trovare soluzioni alternative socialmente responsabili, cioé etiche. Che cosa?
Dobbiamo pensare, in Brasile come in Europa e ovunque, a delle case che DEVONO avere lo spazio per i nonni, che questo spazio deve essere pratico e agevole per gli anziani, quindi previsto al piano terreno, dove tutti i nonni durante il giorno possono incontrarsi in spazi comuni e farsi compagnia, e dove basta UN sorvegliante paramedico per tenerli d'occhio ed eventualmente intervenire. Tutti i nonni hanno un sacco di cose da dire e da fare, da commentare, da insegnare, prima di tutto tenere a bada i bambini fino a quando non vanno all'asilo, e lo farebbero gratis! E se i nonni hanno una funzione, guardano i bambini, gli parlano, ecco che stanno automaticamente meglio, gli serve meno l'ospedale, meno medicine, meno ricoveri e sopratutto meno tristezza, fanno più movimento, non rincoglioniscono, sono più vitali.
Dunque i nonni al p.t. mentre le auto le mettiamo nei piani sotterranei. insieme con i servizi di lavanderia e stireria centralizzati e la palestra comune e anche la piscina (come ho visto a Montreal nel 1965...).
Di conseguenza l'appartamento tipo DEVE prevedere anche una camera e un bagno per i nonni che così sono parte integrante della famiglia. Non solo stanno in casa ma ne sono parte, partecipi della vita e dell'affetto di tutti, senza bisogno di dover essere accompagnati dalle badanti, gente straniera che dei nostri vecchi proprio non sa che farsene. In questo modo recuperiamo il senso della Famiglia, e le giovani coppie possono uscire la sera essendo sicuri che i nonni sorvegliano i piccoli, e poi ... vivere nello stesso appartamento in 4 o 5 o 6 persone costa molto meno che vivere in 2 appartamenti diversi!
Quindi la nuova edilizia etica popolare DEVE promuovere e finanziare nuove case con un modello che prevede altri spazi indispensabili per la vita di relazione familiare e per ottimizzare i costi. Uno spazio vitale per tutti: per i bambini che di giorno sarebbero comunque seguiti e non verrebbero abbandonati per decine di ore davanti alla tv, e anche per i nonni che gli racconterebbero cose della loro vita, del loro passato, della guerra mondiale, dei precedenti governi, di com'era la città con le carrozze a cavallo, e dei calciatori che oggi non ci sono piu', e così ritorna la cultura della casa, della famiglia e della societa'.
E i genitori quando escono al mattino, prima di incolonnarsi nelle loro scatole di metallo non devono correre come dei pazzi : passano al piano terreno, lasciano i loro bambini piccoli, salutano i nonni e se ne vanno tranquilli al lavoro.
Questo è il senso etico dell'architettura, e allora l'architetto che non lo capisce e non lo propone non è un professionista onesto ma un prezzolato senza anima e senza professionalità e il politico che non favorisce questa strategia urbanistica è un incapace dannoso per il proprio Paese perchè non fa nulla per ricostruirlo, e la stampa che non diffonde questi concetti non è libera, è al servizio degli interessi di parte e incapace di svolgere la propria missione di informare correttamente, e la popolazione che accetta tutto questo senza reagire non è degna del dono della democrazia e deve aspettarsi un dittatore che le imporrà cose ancora peggiori. Non servono miracoli, l'etica nasce da una relazione personale fra poche persone. Un architetto, un urbanista, un politico, un giornalista, bastano poche persone illuminate per imporre una dimensione etica non solo nel design e nell'architettura ma nelle relazioni sociali e risvegliare la popolazione, farla diventare critica e consapevole dei propri diritti oltre che dei propri doveri.

Bruno Bonsignore
Presidente AssoEtica
www.assoetica.it
Milano





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