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23/10/2006
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COmitato Planetario per la REvisione del Calendari

Non sarebbe stato un 31 dicembre come i duemila precedenti

Non sarebbe stato un 31 Dicembre come tanti altri, senza la decisione del CO.P.RE.C, il Comitato Planetario per la Revisione del Calendario, insediato in tutta fretta durante l’ultima sessione dei G 9 (Russia e Brasile erano ormai Membri permanenti) a Melbourne.
A poco meno di sei mesi dall’inizio del terzo Millennio la pressione delle profezie, interpretazioni bibliche e “rivelazioni” era diventata insostenibile.
Stampa e televisione riproponevano il “ Mille non più Mille “ alimentando la paranoia collettiva con migliaia di interviste, tavole rotonde e videofictions , commentate da uno stuolo di “illustri ospiti”.
La gente temeva sempre più la fine imminente a causa - era la convinzione più comune - di un macro sconvolgimento naturale che avrebbe provocato un’inarrestabile reazione a catena e distrutto quasi tutto il pianeta.
Ormai non era solo più un problema di ordine pubblico, ma di terrore globale e incontrollabile che non risparmiava alcun Paese e che nessuna religione riusciva a ricondurre sul piano dell’accettazione di un Ordine Superiore.
La paura dominante della fine di tutto, e di tutti, aveva acuito la violenza, esasperata dalla sicura immunità che la fine stessa del mondo comportava. Il controllo delle masse stava sfuggendo dalle mani dei politici e ormai ovunque il potere militare, forte di armi e disciplina, stava allungando le mani sui Governi.
Ma il CO.P.RE.C. era stata un’idea geniale, proposta e sviluppata rispettivamente da brasiliani e californiani, destinati a sopravvivere, secondo molti esoteristi, nel nuovo Regno Milleniale.
Geniale e semplice.
Il mondo sarebbe finito entro la fine dell’anno, sconvolto da chissà quali catastrofi naturali? Ebbene, spostiamo la data della Fine!
Come? Allestendo un comitato - il CO.P.RE.C. appunto - che dopo mesi di lavori e verifiche scientifiche, avrebbe dimostrato che nei precedenti 2000 anni si erano accumulati molti errori di calcolo. Correggendoli si sarebbe stabilito che la vera data attuale era il 1928, regalando così all’Universo un altro bel periodo di tranquillità. Cosi', un mattino di Novembre del 1999 il Comitato emise il suo verdetto: la Terra avrebbe compiuto, fra poche settimane, soltanto il 1901° anniversario (meglio tenersi dalla parte della ragione...) e dunque su con la vita, c’è ancora almeno un secolo “garantito”...e il mondo può godersi un tranquillo Capodanno come tanti altri!
Dodici minuti dopo la mezzanotte del 31 dicembre, prima che il nuovo Millennio ancora si riprendesse dai botti di miliardi di brindisi, da qualche parte a circa 50 miglia dalla costa della California, a sud di Point Conception, la faglia di San Andreas decise di festeggiare anche lei l’arrivo del Nuovo Anno prendendosi un istante di libertà e con un unico, tremendo botto si staccò dalla Piattaforma Continentale.
Non aveva visto i notiziari TV nè ascoltato i radiogiornali con la decisione del Comitato, e aveva mantenuto imperterrita il suo vecchio datario.







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