22/09/2005
QS Quotidiano Sportivo
Dirttore Xavier Jacobelli
Lance e frecce
non etica: una droga peggiore dell'epo
Armstrong bugiardo! tuona lEquipe dalla prima pagina contro il ciclista americano che ha razziato sette Tour agli orgogliosi francesi. Sono andati a rovistare tra i flaconi congelati di cinque anni fa, hanno fatto dei test che la Federazione internazionale di ciclismo allepoca non prescriveva e, guarda la combinazione, fra tutti i campioni di urina rigorosamente anonimi spunta fuori la pipì del texano. Vero, si tratta di un campione B mentre tutti i test tipo A eseguiti dopo la corsa sono risultati negativi, vabbè ma intanto sbattiamo il baro in copertina, è un traditore! Una bella freccia avvelenata allEpo e il signor Lance Armstrong è sistemato, non solo il ciclista che ha vinto 7 edizioni della Grande Boucle ma anche luomo che ha vinto il cancro regalando a tutti un messaggio di vita e di determinazione. Leggo di campioni scettici come Merckx, Indurain, Virenque, della perplessità di Massimo Besnati presidente dellAssociazione medici del ciclismo mentre il signor Voet, arrestato con prodotti dopanti in macchina, gongola nel ricordare con sarcasmo la straordinaria scalata dellAlpe dHuez di Armstrong: non posso dire che lui si sia dopato ma
eh già Fatevi sotto con la vostra pietra, tanto laccusato non può difendersi, non ci sono controanalisi. Non sappiamo cosabbia fatto Armstrong sei anni fa, e tanti altri grandi campioni nelle loro storie di vittorie, ma stiamo attenti a queste tardive accuse specialmente in tempo di rielezioni.
Letica è innanzitutto assunzione di responsabilità esattamente quello che manca nella costruzione e nella presentazione mediatica di questa vicenda.
Bruno Bonsignore
brunob@doppiabi.com
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