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18/01/2003
01.2000

Quella stupida ostinazione

sarebbe stata una giornata speciale, ma il mattino del 31 dicembre 1999 tutto era incominciato come

Sarebbe stata una giornata speciale, ma il mattino del 31 Dicembre 1999 era incominciato come al solito anche a Zanah, l’isola più orientale dell’arcipelago delle Fiji.
Poco più di tremila abitanti - 3034 per la precisione, con l’ultima nascita di giovedì scorso - e 45 metri di altezza massima sul livello del mare, Zanah si vantava d’essere il punto abitato in cui il giorno durava più a lungo di tutto il mondo.
In effetti, Zanah poteva accampare qualche diritto sul record di durata perché pur trovandosi formalmente nella stessa fascia oraria delle Fiji, si ergeva all’estremo Est dell’arcipelago, e per qualche strana ragione, o forse per una banale disattenzione, nella cartografia ufficiale risultava al di qua del fatidico Fuso, cioè nella zona -12 ore rispetto a Così i suoi abitanti amavano pensare di essere gli ultimi a chiudere la giornata.
Mentre le Tonga, poco più a Sud-Ovest, erano saldamente collocate a +12 rispetto all’ora centrale e il Fiji Times rivendicava, all’opposto, d’essere “il primo quotidiano del mondo” ad uscire ogni giorno.
Da trent’anni le Tonga e Zanah cercavano di assicurarsi “l’esclusiva” per accaparrarsi la valuta pregiata dei turisti di tutto il mondo, alimentando una querelle internazionale che le autorità di Londra - chissà cosa c’entravano ancora gli inglesi - si erano sempre rifiutate di esaminare e discutere, tentando di mantenere lo status quo.
Ma poi finalmente la questione era stata presa in carico dall’Official Time Bureau degli Stati Uniti, che si era impegnato a emettere entro il 31 Dicembre un parere cui le parti si sarebbero attenute. E oggi, venerdì era l’ultimo giorno utile.

Tutto questo stava meditando Moshe Alohe mentre si recava a piedi - non più di trecento metri di distanza da casa sua - al palazzo comunale, dove occupava l’ufficio di sindaco al primo (e ultimo) piano da tre decenni.
Per la verità Alohe non era formalmente sindaco, perché dopo vent’anni di carica e non si sa quante legislature la comunità aveva deciso di nominarlo “ sindaco a vita “ per non avere più la seccatura periodica delle elezioni. Lui ne ricopriva le funzioni con naturalezza e buon senso, e la sua autorità non era messa in discussione da nessuno.
Ma il motivo principale per cui continuava ad impegnarsi come sindaco, dovette riconoscere Alohe, era quello di vincere “ la guerra del Fuso “ come era stata definita dal popolo delle Fiji la singolare sfida.
Ormai era una questione personale, e sarebbe andato fino in fondo, anche a costo di restare al suo posto per altri vent’anni...

Mentre saliva la bella scala quadrata con i gradini di pietra e le pareti intonacate con la polvere di corallo, Alohe ripensò alla sera prima.
Era a casa con sua moglie e i due figli, di 4 e 7 anni, e si preparavano a cenare con il telegiornale WHTH TV Los Angeles delle 23,30 che corrispondevano alle 18,30 locali.
A Moshe poco importava quello che succedeva dall’altra parte del Pacifico, lui aspettava la “sua” notizia, che sarebbe arrivata proprio da WHTH, la stazione televisiva che s’era subito interessata al singolare dissidio fijiano ribattezzato prontamente come l’affaire “ più dodici o meno dodici? “ e continuava a seguirne puntualmente gli sviluppi.
Ma anche stasera tutto il notiziario era dedicato al nuovo millenio, e dall’Official Time Bureau niente di niente.
Moshe colse una frase dello speaker a proposito di “ mille e non più mille “ ed ebbe un gesto d’insofferenza che fece sobbalzare le tre persone riunite a tavola:
“ ancora questa storia del terzo millennio e il mito della fine del mondo, non se ne può più E’ da mesi che ne parlano e ogni giorno mi sembrano sempre più isterici. Bé ci siamo arrivati, e non è successo un bel nulla “.
L’annunciatore stava spiegando, ancora una volta, che alcuni strani individui pensavano che il mondo non sarebbe approdato al terzo millennio poiché un evento straordinario di portata planetaria glie lo avrebbe impedito.
“ Vorrà dire - concluse lo speaker con un sorrisetto ironico - che domani forse non ci vedremo... E allora ne approfitto per anticiparvi subito le trasmissioni del 1° Gennaio ... che tuttavia spero voi tutti potrete vedere...anche perché il programma è veramente ricchissimo e movimentato. Inizieremo ... “
Jonas, il piccolo di 4 anni, lo distolse chiedendo “ che cos’è il mito? “ e dando modo alla mamma, preside della scuola media, di dimostrare il proprio sapere: “ è una favola che viene da molto, molto lontano cui tanti credono, senza farsi troppe domande “ spiegò mentre s’accomodava a tavola attenta a non perdere di vista i fornelli e lo schermo del Tv.
L’annunciatore adesso presentava le pagine dei principali quotidiani internazionali, tutte dedicate alla “mitica” scadenza, e Alohe rifletté che non sapeva bene nemmeno lui cosa significasse quel termine indubbiamente straniero e dal sapore un pò esotico.
“ E anche i grandi credono alla favola? “ volle sapere Jonas.
“ Sì la televisione ne parla tanto e così moltissimi grandi ci credono, ma non i vostri genitori “ concluse la madre con tono rassicurante e leggermente compiaciuto.


La parabola satellitare di TV-Zanah proprio non voleva saperne di funzionare.
Vanua ci aveva lavorato tutta la mattina, ma non era riuscito ad ottenere la definizione dell’immagine, e adesso per l’irritazione non riusciva nemmeno a cenare.
D’impulso alzò da tavola e decise di tornare alla postazione per sistemare quella maledetta antenna una volta per tutte.
Avrebbe dovuto smontarla e disattivarla, per portarla al laboratorio e lavorare con calma. Questo avrebbe interrotto le ricezioni televisive ma, dopo il telegiornale delle 18,30 da Los Angeles, tutti a Zanah si sintonizzavano sulla stazione locale. Comunque avrebbe sempre potuto giustificarsi con la solita “interruzione video sul collegamento internazionale”, e poi non ci avrebbe messo più di un paio d’ore.
Infatti alle 21 il grande disco era stato ricollocato al suo posto e, adesso sì poteva ricevere perfettamente.
Vanua regolò il feed della parabola sul satellite per captare WHTH, ma non successe nulla. Provò su altri satelliti, ma senza risultato.
“ E’ partita l’antenna “ pensò “ adesso siamo senza TV “.
Non poteva sapere che, smontandola per quel paio d’ore, aveva “isolato” Zanah da un evento letale.


Alohe entrò nel suo piccolo ufficio pochi secondi prima delle nove, come al solito, e si sintonizzò su “ Radio Mattina “ della stazione locale.
“ Diavolo, sono impazziti “ sbottò irritato “ anche questi adesso si mettono a parlare di quell’accidenti di terzo millennio, del mondo che aspetta col fiato sospeso, creando quella morbosa curiosità da vittime predestinate, ma ben protette dal gruppo, neanche fosse un videogame... tanto, sono sicure del bonus finale....ma non si rendono conto del panico che potrebbero scatenare?
Bah, fortuna che qui la gente non si è montata la testa “ pensò Alohe aprendo la finestra, orgoglioso di avere risparmiato ai suoi cittadini, col suo proverbiale buon senso, un inutile allarmismo.
“ Almeno qui a Zanah il nuovo millenio arriverà come tutti gli altri duemila anni che l’hanno preceduto, tutti a nanna presto senza nemmeno il fastidio di quell’inutile brindisi. E l’anno prossimo la bella notizia sarò io a dargliela: Zanah a -12, ed è ufficiale! “ concluse soddisfatto.
Alohe spense la radio e si occupò delle cose concrete, proseguendo senza interruzione per tutto il pomeriggio.

I certificati delle due nascite... due? da quanto tempo non venivano alla luce due bambini nello stesso giorno a Zanah? Il sindaco pensò che era un vero e proprio evento e si disse che avrebbe dovuto far visita all’ospedale per congratularsi con la famiglia. Però non oggi, era troppo teso, e voleva proprio starsene tranquillo in poltrona.
Non sarebbe stato così telefonata a casa sua arrivò verso le nove di sera da Cape Tail, estremità Est dell’isola, dove c’era la stazione radio. Alohe stava per protestare per il programma che aveva ascoltato in mattinata, ma il tono della voce dall’altra parte lo fece ammutolire.
L’operatore quasi urlava spiegando che la parabola non captava più il segnale video da Los Angeles, anzi nessun segnale da nessuna parte, ma la cosa più grave era che anche la radio non dava segni di vita. Comunque avrebbe provato in bassa frequenza per cercar di scoprire che stava succedendo.
Di black out televisivi se n’erano già verificati alcuni, quasi sempre dovuti ai cambi di frequenza satellitare, ma radiofonici no, meditò il sindaco .
Nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale l’isola era rimasta senza collegamenti radio.
Allarmato, Alohe uscì e si diresse a passo svelto verso il comando della Guardia Costiera, in cima alla collinetta sulla spiaggia. Anzi, sarebbe andato con la Tornò indietro e, con un insolito vento da Est che aumentò la sua inquietudine, balzò sul sedile e mise in moto allungando automaticamente la mano sul radiotelefono.
Oswald, il graduato di servizio alla Guardia Costiera, era un riservista pacato e con la calma riflessiva della gente di mare.
Alohe lo conosceva da più di dieci anni, quando era arrivato da Seattle per concludere la carriera militare nell’isola dov’era nato.
La voce arrivò molto chiara, nonostante le scariche magnetiche piuttosto forti che il vento sempre più teso generava da qualche parte sul continente.
“ Moshe, è meglio che tu venga subito. Abbiamo un’interruzione da molte ore e non se ne capisce niente... e anche Dick... come? cosa dice? Accidenti, la stazione radio l’ha fatta lui e dice semplicemente che non è possibile, non ci crede proprio, capisci?
OK, ne parliamo a voce, vedo già la polvere della tua jeep. Chiudo “.

Ormai tutti alla Guardia Costiera erano sicuri che fosse successo qualcosa di grave, ma cosa? E dove?


Zanah era completamente isolata, questo era un dato di fatto. Il telefono nell’isola funzionava perfettamente, ma era impossibile parlare con l’esterno. Le linee restituivano sempre il segnale di occupato o restavano semplicemente mute.
Tutti i tentativi di comunicare sulle onde corte e ultracorte, con qualsiasi parte del mondo, davano lo stesso allucinante risultato: scariche magnetiche e nessuna voce umana. E quel maledetto guasto alla parabola continuava ad accecare anche i loro televisori!

Alohe pensò allo speaker di WHTH TV che la sera prima aveva dato appuntamento ai telespettatori con i programmi del 1° Gennaio del 2000 e sentì capelli della nuca innaturalmente ritti e un dolore lancinante ai muscoli delle mascelle contratte. Forse c’era qualcosa di vero? Nessuno avrebbe conosciuto il terzo millenio?
Non era possibile. E dopotutto loro, sull’isola di Zanah, erano ben vivi e tutti - o quasi tutti - continuavano ad occuparsi delle proprie faccende, nonostante il disagio del temporaneo isolamento totale.

Los Angeles, come il resto del mondo, non esisteva più O meglio, non esisteva più alcuna forma di vita.
Pochi istanti prima che la mezzanotte del 31 Dicembre scoccasse nei vari Fusi orari in cui la Terra era stata suddivisa, con una sincronia coordinata al secondo un misterioso input fu inviato da qualche parte dell’Universo in direzione della rete satellitare mondiale di telecomunicazioni.
Obbedendo all’ordine, il sistema satellitare emise un unico, prolungato impulso magnetico della durata di tre minuti e di natura sconosciuta.
Un impulso letale.
Il raggio diffuso dai satelliti, impietosamente capaci di vedere e raggiungere ogni angolo della Terra, venne captato da miliardi di parabole disseminate al suolo che liberarono, amplificandolo, il segnale mortale. Qualsiasi forma di vita umana e animale venne annullata e “disciolta” senza lasciarne minima traccia. Tutto il resto rimase intatto.

Il mare accerchiava la piccola isola da ogni lato, sommergendo progressivamente le spiagge. Ma le abitazioni, tutte costruite nel piccolo centro a una quota di sicurezza di 30 metri, erano all’asciutto e resistevano bene al forte vento dell’Est.




Alohe era ormai sicuro che il mondo fosse stato travolto da un evento catastrofico in qualche modo legato a quel tremendo “ mille e non più mille “ e d’un tratto intuì la terribile forza e la dimensione cosmica di quella strana parola, “ mito “ pronunciata con stupida irriverenza dall’annunciatore di WHTH TV.
Ne avrebbe parlato con i figli, e con sua moglie, per ridare il giusto valore alle tradizioni, sì proprio quelle “ favole “ che arrivano da lontano.

La faglia di Sant’Andrea, all’estremo limite della piattaforma continentale californiana, era stata investita dall’impulso devastante di ben otto satelliti, tre dei quali in orbita geostazionaria. E decise di festeggiare anche lei il Nuovo Anno, a modo suo.
Due minuti di “bombardamento” erano stati più che sufficienti a sgretolare le possenti calcificazioni di origine organica che tenevano legato l’enorme zoccolo alla terra ferma, e l’intera faglia incominciò a liberarsi progressivamente dal vincolo che l’aveva imprigionata per milioni di anni, per tuffarsi nelle profondità dell’oceano Pacifico.
Il ribollì provocato dal colossale sprofondamento durò alcune ore, e fu un peccato che nessun essere vivente potesse assistere a un tale grandioso dispiegamento di forza della natura.
Poi, con rapidità impensabile, si formò un’unica terrificante ondata da Los Angeles alla Baja California, che avventò furiosa verso la costa. I duemila chilometri che la separavano furono coperti a una velocità prodigiosa.
L’impatto fece tremare l’intero profilo continentale, poi l’onda anomala si ripiegò su se stessa, si ricompose e invertì la corsa, irresistibilmente attratta dalla voragine che l’aveva creata e dalla legge fisica che pretendeva la restituzione dell’enorme volume d’acqua che le era stato sottratto.
Doppiato il suo punto d’origine, l’onda ormai procedeva impazzita verso il mare aperto che si stendeva a Sud-Ovest fino al continente australiano.

A quasi quattromila chilometri di distanza, Alohe era più tranquillo. Il vento s’era stabilizzato su un valore di 40 nodi e le onde s’accontentavano di flagellare la spiaggia, lontana e parecchio più in basso.
Doveva essere successo qualcosa di terribile, certo, e domani avrebbe cercato di venirne a capo, anche a costo di prendere un aereo a Tonga per andare a verificare coi suoi occhi come diavolo stavano le cose sulla West Coast e che fine avesse fatto la WHTH TV.
E, naturalmente, avrebbe trovato anche la “sua” notizia, dopotutto era un impegno ufficiale di un Ente Governativo degli Stati Uniti.

Intanto a Zanah tutto era calmo e anzi, almeno lì avrebbero doppiato fra poche ore la scadenza del terzo millenio, al solo prezzo di una forte mareggiata.
Lui stesso aveva visto di peggio almeno tre volte nella sua isola, col vento oltre forza 10, cimiteri di imbarcazioni affondate in rada e una motovedetta che coi motori su “ Avanti Tutta “ non era riuscita a contrastare la potenza congiunta di mare e vento ed era stata letteralmente divorata dagli scogli come un grissino.
Tornato a casa, Alohe andò nella camera dei ragazzi per controllare che stessero dormendo e, godendo del loro respiro tranquillo, fu grato e riconoscente a Dio.

Intanto l’onda anomala - alla WHTH TV l’avrebbero definita il Mito del Terzo Millenio - spinta da una Forza prodigiosa aveva superato la Frattura di Clarion e la Dorsale di Christmas, passò sulle Isole della Fenice e dell’Unione senza perdere un briciolo dell’immane potenza che l’animava, e proseguì dritta verso le Fiji.
Volava letteralmente sulla superficie dell’oceano, come se la sua natura non fosse acquea, e aveva un’altezza media di 80 metri.
Avrebbe investito Zanah alle 4,50 del mattino del 1° Gennaio 2000, ora di Los Angeles.
E l’avrebbe polverizzata in meno di 8 secondi, esattamente alle 23.50 del 31 Dicembre 1999. Ora di Zanah.
Ad Alohe fu risparmiato il terrore dell’urlo bestiale dell’ondata, che sarebbe giunto infatti qualche secondo dopo l’impatto, ed ebbe ancora una frazione di vita a disposizione.
Riconobbe l’imminente urto dello spostamento d’aria, che aveva imparato a percepire sotto le bombe in Corea.
E in fine comprese quella strana parola, Mito. Altro che favole per adulti stupidi, realizzò in un lampo.
“ Il Mito è il Fuso! “ gridò mentre seppe che stava per morire, e gli venne un’ultima intuizione: “ se fossi rimasto con Tonga, dall’altra parte a +12, ci saremmo salvati tutti! Stupida ostinazione “ pensò sfiorando il Terzo Millenio.
Ma l’onda fu più svelta di lui.













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