10/12/2002
07.2000
Mattinata
una e-mail da Logos
Costumi secchi di sole
e asciugamani impastati di sale
schioccano sotto i colpi del maestrale
che per tutta la notte
ha scompigliato i rami degli ulivi.
Il geranio rosso si piega paziente e resiste
protetto dal muro secco di pietra grigia
del terrazzino che guarda il mare.
I colori sono vividi e duri alla luce del mattino d'estate
e l'aria, dopo giorni finalmente fresca, invita
al breve tragitto verso il paese
per comprar frutta e il pane fresco.
A quest'ora perfino l'asfalto della strada
si lascia calpestare gentile
senza ancora coprire col suo odore gommoso
il sapore del verde mediterraneo
che comincia a farsi pungente.
Dalla cima della piccola roccia
che separa la casa dal porticciolo
si vede mare, tanti mari blu e verde screziati
fino alla terraferma greca, traforati
dal fresco primo piano dei cipressi e dei pini.
Qui sotto le grosse onde compongono un arco
che rotola lento verso gli scogli
ma più in là in mezzo al canale
centinaia di creste bianche
si rincorrono disordinate,
spettinate, spintonate dal vento
che promette superbo di giocare con loro
fino a tardi nel pomeriggio.
Questo posto e questo mare
danno al mattino un prolungato incanto
capace di accogliere le case ombreggianti degli isolani
e i motorini dei villeggianti
in una comune consapevolezza del bello
prima che le taverne irriverenti
spargano gli odori
del prossimo pranzo.
Loggos, 10 luglio 2000.
Bruno
brunob@doppiabi.com
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